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Le comunità montane si spopolano
Di Daniela Sottile

E’ facile, quando si parla di “sociale”, occuparsi di associazioni culturali o che comunque si interessano di problematiche attinenti risvolti sociali ma, risulta invece più difficile analizzare quei fenomeni la cui complessità fa sì che sempre poco se ne parli. Tutti noi, chi più chi meno, facciamo parte di associazioni che fanno volontariato o che si occupano comunque di tematiche sociali; siamo abituati a fare “comunità” all’interno di un centro culturale considerandoci parte integrante della realtà di cui ci interessiamo e che con impegno e sacrificio cerchiamo di portare avanti nel tempo libero. Sempre meno invece ci si rende conto che l’uomo è già “un animale sociale, oltre che politico”, all’interno del territorio in cui vive. Ecco che allora, molto spesso, si finisce per non conoscersi o peggio ancora per ignorarsi, nonostante si faccia parte di uno stesso “paesino”. E’ più facile dimenticare le proprie origini, tradizioni e cultura, di cui ancora sono ricche le nostre comunità montane, per spostarsi in agglomerati più grandi, che ci rendono omogenei, privandoci della nostra vera identità. Respirare invece la salubrità dei nostri piccoli centri sparsi sulle zone collinari e montane ci farebbe riscoprire la reale dimensione umana, nel contesto di una natura libera e rigogliosa. Diversi sono sul nostro territorio i paesi con meno di 5.000 abitanti che, oggi possono essere considerati piccoli agglomerati visto la massiccia emigrazione che in meno di trenta anni ne ha dimezzato la popolazione. Solo per citare qualche esempio, ricordiamo Fondachelli Fantina, S.Marco D’Alunzio, sui quali nelle ultime settimane anche i TG regionali hanno acceso i riflettori. S.Marco D’Alunzio, oggi ha una popolazione di 2.200 abitanti, che negli ultimi venti anni ha subito un calo del 54%; nonostante la vita non sia così cara, considerato che per acquistare casa si può spendere circa € 800,00 al mq, i giovani che mettono su famiglia preferiscono spostarsi in un centro più grande e con più servizi. Di recente il Sindaco Argodia ha puntato sulla valorizzazione dei beni culturali del paese per attirare i visitatori, considerato infatti che S.Marco D’Alunzio è un centro a vocazione turistica, proprio il turismo potrebbe risollevare l’economia del posto. Accanto infatti, all’artigianato locale, in particolare il settore tessile, fiore all’occhiello del paese, alla zootecnia, le risorse naturali presenti sul territorio e il turismo potrebbero rilanciare questa comunità facendone un piccolo gioiello incastonato tra le rocce. Anche Fondachelli Fantina presenta caratteristici borghi da valorizzare ed immettere nel circuito turistico, facendo conoscere alle nuove generazioni esempi di antichi insediamenti che un tempo si raggiungevano stentatamente ma che oggi sono di facile fruizione. La creazione di un percorso eno-gastronomico potrebbe essere la chiave di volta per queste realtà. Per fortuna adesso i giovani stanno capendo quanto sia importante riscoprire e valorizzare i “tesori” delle piccole comunità montane e stanno puntando sulle attrattive turistiche, creando Bed & Breakfast e altre strutture di ricezione, per ospitare quanti più visitatori possibili. Speriamo solo che sempre maggiore attenzione sia data a questi temi, soprattutto da parte delle amministrazioni locali e degli operatori turistici che preferiscono lanciare il turismo oltre confine piuttosto che valorizzare le bellezze dei nostri luoghi. E’ importante che ciascuno comprenda la reale dimensione umana che, non è quella che tenta di imporci la società globalizzata ma, quella che non perde mai di vista il rapporto uomo-ambiente.