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MEDITERRANEA: INSIEME PER PRODURRE QUALITA’
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Di Lory Sottile
Sicilia è anche sinonimo di sole, mare e piante. In modo particolare gli agrumi rappresentano per il nostro territorio una risorsa di vitale importanza attorno alla quale girano un gran numero di attività volte al miglioramento del settore. Una di queste è svolta dalla cooperativa Mediterranea che ha sede a Terme Vigliatore. Per saperne di più ci siamo rivolti ad uno dei soci, il vivaista Carmelo Torre.
Di cosa si occupa la Mediterranea?
E’ una cooperativa di vivaisti, il cui scopo è la produzione e la fornitura ai soci e non, di materiale vegetale di propagazione, quali marze e semi.
Quando e come è nata?
Era il gennaio dell’86 quando ci costituimmo più per caso che per scelta. In realtà a spingersi verso l’aggregazione fu la necessità in seguito alla nascita di qualche problema burocratico per la gestione e la distribuzione del materiale vegetale necessario per la produzione delle piante d’agrume certificate: capimmo che presentandoci presso le istituzioni singolarmente non saremmo stati presi in considerazione, presentandoci come associazione avremmo ricevuto credito. Ho voluto raccontare questo aneddoto per far capire che qui da noi, purtroppo, ci mettiamo in società solo quando ci troviamo con le spalle al muro e solo allora capiamo l’importanza della collaborazione. Nel nostro caso la necessità si è poi trasformata in qualcosa di più, tant’è che ormai la Mediterranea esiste da quasi vent’anni.
… Insomma l’unione fa la forza, ma il problema è giungere a questa unione. Oggi che comunque questa aggregazione è ben consolidata, che e quanti sono i membri che ne fanno parte?
Si tratta di diciannove soci,tutti produttori di piante di agrumi, dislocati soprattutto nella nostra provincia e in modo particolare nella zona di Barcellona e Terme Vigliatore. In quest’ultimo comune si trova, infatti, anche la sede della cooperativa. Comunque alcuni di questi membri sono anche della provincia di Catania, di Mazara del Vallo e di Pescia. L’insieme dei soci della Mediterranea commercializza circa l’80% degli agrumi ornamentali prodotti in Italia.
Ma la commercializzazione rientra tra gli scopi della Mediterranea?
In realtà no, dal momento che ognuno dei membri si occupa singolarmente di tale attività. Tuttavia è auspicabile per il futuro che la cooperativa commercializzi la produzione di agrumi ornamentali e contemporaneamente produca altre essenze ornamentali in modo da offrire un ventaglio di prodotti ornamentali ai grossisti consumatori. Per fare ciò sarebbe necessario a monte occuparsi della ricerca di mercato per capire come e cosa produrre. Così facendo si arriverebbe a dare un miglior servizio ai fornitori, si avrebbe miglior riscontri economici che si ripercuoterebbero sul comprensorio.
Chi si occupa della gestione del gruppo?
A capo della Mediterranea c’è un presidente e un consiglio di amministrazione coadiuvati da tecnico che cura l’aspetto burocratico, mantiene i rapporti tra cooperativa e istituzioni pubbliche e si occupa dell’assistenza al campo di piante madri che è stato creato in agro di Campobello di Mazara.
Se la maggioranza dei soci opera e produce nel nostro comprensorio, come mai il campo di piante madri è stato creato in una zona così lontana?
Tale scelta è scaturita dal fatto che in quell’area vi sono terreni distanti da agrumeti, per cui diventa più difficile trovare parassiti animali e vegetali come pure virus che potrebbero contagiare e parassitizzare le piante madri. Questo aspetto oggi è di estrema importanza vista la comparsa, in alcune zone agrumicole della Sicilia, del virus della tristezza che comporta la morte delle piante. La comparsa di tale patogeno fa diventare indispensabili i materiali di propagazione assolutamente esenti da questo virus e quindi fa tornare in auge lo scopo principale per cui la Mediterranea è sorta vent’anni fa.
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