Home page

Chi Siamo

Servizi

Progetti ed Iniziative

Rubriche

Link utili

Speciale Dott.Sottile

Contattaci




GLI AGRUMI IN VASO: La rivoluzione dell’ornamentale
Di Daniela Sottile

Gli Agrumi per secoli sono stati il simbolo colturale e culturale della Sicilia, luogo in cui il visitatore è inebriato dal profumo di zagara. L’espandersi di tale coltivazione in altri paesi del bacino del mediterraneo, ha comportato per la Sicilia una grave crisi con notevoli ripercussioni sull’economia isolana. Tale crisi imperversa fin dagli anni ’80, ne sono escluse le sole arance pigmentate che essendo di esclusiva produzione siciliana, continuano ad essere esportate in vari paesi europei. A risentirne per primi furono i vivaisti che videro calare le richieste di piantine destinate all’impianto di nuovi agrumeti. Preso atto della difficile situazione i Tecnici del Settore indirizzarono i produttori alla coltivazione di piantine di agrumi in contenitori da destinare al mercato ornamentale. Ci si avvide ben presto che l’agrume è la pianta ornamentale più ricca e bella presentando contemporaneamente foglie verdi, fiori di zagara e frutti. Proprio questo è infatti il segreto degli agrumi che diffusisi in tutta Europa hanno esportato il profumo ed il sole di Sicilia. Da qui si avvia una vera rivoluzione nella tecnica colturale con l’impiego di nuove tecnologie ma anche di nuove cultivar più consone sotto l’aspetto ornamentale. Allo stato attuale si contano più di 50 cultivar o varietà di agrumi e continuamente ne vengono provate altre. Quelle che comunque vanno per la maggiore sono i limoni, i kumquatt, il cala mandino, il chinotto, il bergamotto, l’arancio, il mandarino e mandarini simili ed altri ibridi o cultivar via via immesse sul mercato. Questa attività è fiorente nel comune di Terme Vigliatore, dove ha trovato larga diffusione di produzione ma anche di commercializzazione come pure nei comuni vicini quali Mazzarrà S. Andrea, Furnari, Falcone, Rodì Milici, Barcellona Pozzo di Gotto. Tutto questo ha comportato un notevole investimento di capitale, di nuove tecnologie e di manodopera specializzata con notevole ripercussione sull’economia del territorio. Attualmente le superfici interessate ad attività vivaistica ornamentale ammontano a 350 Ha circa, di cui un 20% sono provviste di strutture di protezione (serre-ombrai), dove notevole è l’impiego di manodopera specializzata che assai spesso non si trova. In un areale di questo tipo sarebbe auspicabile che le scuole ad indirizzo agrario, trovassero una intesa con i vivaisti-produttori per formare giovani da impiegare in questo settore; sarebbe anche auspicabile che venisse istituzionalizzato un corso di laurea in florovivaismo per formare tecnici all’altezza della situazione in modo da migliorare gli standard produttivi e soprattutto costituire delle organizzazioni commerciali per meglio “aggredire” il mercato europeo. Il futuro del comparto si basa quindi sulla migliore organizzazione commerciale e sulla standardizzazione produttiva. L’Unione Europea sta contribuendo all’inserimento dei giovani in agricoltura mediante contributi a fondo perduto da utilizzare per la costituzione di nuove aziende. E’ necessario comunque trovare un’intesa tra produttori per valorizzare al meglio una produzione che rappresenta il fiore all’occhiello della provincia di Messina, e allo stato attuale anche la base dell’economia del nostro comprensorio.